Lavori per Fao? Un recente interpello chiarisce le tasse legate a questo incarico. Le imposte dei consulenti Fao sono determinati per la pianificazione e la gestione della leva fiscale.
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Indice
- Il quadro normativo
- La convenzione generale dell’Onu
- I consulenti Onu pagano le imposte senza dubbio
- Non ci sono dubbi i consulenti Onu pagano le imposte
La convenzione generale dell’Onu
L’Onu, e tutte le strutture ad essa collegate, fanno riferimento alla Convenzione sui privilegi e le immunità delle Nazioni Unite resa esecutiva in Italia dalla legge 20 dicembre 1957 n 1318. La Convenzione citata prevede, all’articolo V, taluni privilegi e immunità in favore dei funzionari («Officials») dell’ONU compresi nelle categorie individuate dal Segretario Generale, tra cui, per quel che in questa sede rileva, l’esenzione da qualsiasi imposta sugli stipendi e sugli emolumenti ad essi corrisposti dall’Organizzazione. Lavori per Fao? Interpello chiarisce le tasse nel caso di necessità, soprattutto per comprendere le differenze.
Al riguardo, si osserva, quindi, che tale esenzione trova applicazione, quindi, esclusivamente con riferimento ai funzionari («Officials») dell’Organizzazione, mentre non trova applicazione a coloro che hanno un contratto che le attribuisce la qualifica di Consulente («Consultant»).
Lavori per Fao? Interpello chiarisce le tasse
La convenzione citata prevede, all’articolo V, taluni privilegi e immunità in favore dei funzionari (Officials), compresi nelle categorie individuate dal segretario generale. Include l’esenzione dell’imposta sugli stipendi. Tale esenzione, tuttavia, trova applicazione esclusivamente sui funzionari (Officials) dell’organizzazione. Invece, non trova applicazione ai contratti che attribuiscono la qualifica di consulenti. Pertanto, i redditi consulent Unesco sono soggetti a tassazione.
Come chiarisce la risposta n 9/2025 dell’agenzia delle entrate che fornisce una chiara linea inequivocabile.
Il compenso ricevuto per l’attività di consulenza, verosimilmente occasionale e non continuativa, è da assoggettare, pertanto, a prelievo Irpef tra i redditi diversi. Lavori per Fao? Interpello chiarisce le tasse può guidarti nella dichiarazione, soprattutto per comprendere le specifiche. Ciò avviene nell’ambito della categoria dei redditi diversi alla lettera l dell’articolo 67 del Tuir (Dpr 917/1986).
La base imponibile, quindi, per la collaborazione sarà costituita dall’ammontare ricevuto, previa deduzione di tutte le spese inerenti all’attività svolta. Le collaborazioni, quindi, saranno da dichiarare nel quadro RL del modello Redditi Pf. Oppure, nel quadro D del modello 730.
Lavori per Fao? Interpello chiarisce le tasse per consulenti, rendi esplicito se lavori per Fao e imposta l’interpello che chiarisce le tasse da pagare ed è applicabile per avere certezza del comportamento fiscale.
Lavori per Fao? Interpello chiarisce le tasse
Lavori per Fao? Interpello chiarisce le tasse per consulenti, rendi esplicito se lavori per Fao e imposta interpello che chiarisce le tasse da pagare ed è applicabile per avere certezza del comportamento fiscale.
L’istituto dell’interpello ordinario è previsto dall’articolo 11, comma 1, lettera a) della legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente). Le istanze di interpello ordinario sono finalizzate a ottenere il parere dell’Agenzia delle Entrate prima di porre in essere il relativo comportamento fiscale. Questo avviene rispetto a un caso concreto e personale in merito all’interpretazione di una norma tributaria. Inoltre, riguarda la corretta qualificazione di fattispecie nei casi in cui le disposizioni siano obiettivamente incerte. Affrontare l’argomento “Lavori per Fao? Interpello chiarisce le tasse” con un esperto commerciale garantisce di trovare soluzioni adeguate.
L’istanza può essere presentata dal contribuente o da coloro che, in base a specifiche disposizioni di legge, sono obbligati a porre in essere adempimenti tributari insieme o per conto dello stesso.
La risposta deve essere notificata o comunicata al contribuente, anche telematicamente, entro 90 giorni dalla presentazione dell’istanza all’ufficio competente. Oppure entro 60 giorni dalla consegna all’ufficio competente della documentazione integrativa.
Affidarsi a un professionista, pertanto , diventa cruciale nell’anno 2025 per un interpello efficace e per chiarire le tasse legate ai contratti.
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